Come funziona

L’esigenza di limare i limiti dei plantari fino ad ora utilizzati, grazie all’esperienza ultradecennale dei progettisti  e l’evoluzione delle conoscenze scientifiche internazionali ha permesso la creazione di uno strumento terapeutico  capace di incrementare l’efficienza racchiudendo in un unico sistema la filosofia propriocettiva e biomeccanica ed implementando la caratteristica azione ammortizzante e di tollerabilità nella calzatura . Il tutto con materiali ultra performanti caratteristici per dinamicità dell’azione terapeutica. Personalizzati, cioè costruiti in modo completamente artigianale attraverso il rilevamento di indici soggettivi dell’impronta plantare.

Il sistema csz rappresenta una notevole evoluzione ed innovazione dell’approccio al complesso propriocettivo-recettoriale e strutturale del piede tenendo in considerazione l’influenza delle innumerevoli informazioni che vengono distribuite e rappresentano un elemento di primaria importanza nella regolazione e strutturazione del corpo, in termini posturali e di funzionalità articolare.
L’efficacia di questo sistema sta nell’aver racchiuso, mettendo in pratica risultati di studi scientifici nuovissimi, in un unico sistema una triplice azione: biomeccanica-propriocettiva-ammortizzante.
 
La caratteristica principale è lo sfruttamento dei punti strategici di stimolazione propriocettiva associata alla correzione biomeccanica di alterazioni strutturali e confortevole accoglimento del piede. Il tutto grazie all’innovativo disegno e materiale che permette, attraverso zone a densità differenziata di scarico-compressione- stimolazione, una simultanea azione correttiva e stimolativa sensitiva che agisce sia a livello del piede che a livello di tutte le strutture del corpo che ricevono informazioni dalla pianta del piede; stimoli necessari alla correzione di difetti posturali responsabili di strutturazione di patologie a carco delle articolazioni a monte.
 
Plantare a ¾ in materiale ultra-flessibile con inserti deputati alla correzione-stimolazione in materiale a memoria di forma differenziata con azione simultanea.
I plantari fino ad ora utilizzati tendevano ad ottimizzare la funzione propriocettiva a discapito di quella strutturale e viceversa. E qua sta l’enorme vantaggio del sistema CSZ che è riuscito ad ottimizzare entrambi gli aspetti ed inoltre associando una elevata capacità ammortizzante e notevole versatilità permettendo l’utilizzo in tutti i tipi di calzature senza la necessità di variare il numero, utilizzo in scarpe aperte, compatibilità con scarpe con tacco medio.
 
Il tutto realizzato con materiali di ultimissima generazione che hanno permesso di realizzare un perfetto confort con attenzione particolare all’ingombro, traspirabilità, resistenza e durevolezza, dimensioni e trasposizione da una scarpa all’altra senza minimamente interferire sulla reale funzionalità. anallergico- leggero-morbido-stabile-trspirante.
 
Oltre all'azione di  normalizzazione delle informazioni recettoriali provenienti dagli esterocettori e propriocettori della pianta dei piedi questo sistema agisce anche sui disquilibri del retropiede e loro conseguenze.
 
L’azione biomeccanica ricerca una correzione anatomica degli assi dell’arto inferiore per l’ottimizzazione motoria. A questo si associa l’azione sensitivo-propriocettivo a zone differenziate per l’attivazione dei riflessi miotatici  , riarmonizzando e riequilibrando la struttura del corpo e di conseguenza l’efficienza motoria e posturale.
 
Non è un plantare preconfezionato universale, ricordiamo che ogni tipologia di piede attiva o disattiva specifici muscoli che facendo parte delle catene muscolari creano adattamenti a cascata, ogni tipologia di piede ha una sua forma, struttura, fisiologia o patologia.
Quindi richiede la misurazione di determinati punti anatomici di carico-sovraccarico, la rilevazione della patologia da trattare ed il morfotipo del piede. Su questi dati verrà sviluppata la distribuzione ed il grado di resistenza delle zone di azione biomeccanico-propriocettivo-ammortizzante. Solo in questo modo si potrà realizzare la reale efficacia del plantare ed in più si avrà la sensazione di “non avere il plantare nella scarpa”.
 
Difetti di appoggio del piede, determinati da patologie dolorose che determinano un alterato appoggio o alterazioni morfologiche dell’architettura del piede determinano ripercussioni anche sulle articolazioni a monte. Le articolazioni (caviglia-ginocchio-anca-schiena-cervicale) progressivamente si ritroveranno a lavorare su punti in cui la cartilagine non è predisposta a quel tipo di carico, con conseguenti fenomeni di usura cartilaginea precoce e strutturazione di tensioni muscolari anomale con ripercussioni sulla postura .
L’adolescente potrà avere, a causa di postura scorretta, delle serie ripercussioni sulla sua crescita.
 
Un cattivo appoggio plantare può essere responsabile di peggioramenti della patologia venosa e adiposa-cellulitica, di dolori alla colonna vertebrale e algie muscolari, le performance dello sportivo saranno ridotte
 
BIOMECCANICO: La stabilizzazione dell’area calcaneare e la compensazione meccanica dell’avampiede ottenuta attraverso spinte dinamiche differenziate permette di riportare il passo a una situazione il più fisiologicamente corretta, normalizzando eventuali ipercarichi su qualsiasi zona del piede.
PROPRIOCETTIVI: La stimolazione  dei recettori sensoriali presenti sulla pianta del piede avviene attraverso sistemi modulari dinamici personalizzati. Tali sistemi, regolati e posizionati secondo la anatomo-fisio-patologia del singolo piede e delle condizioni patologiche corporee a monte, attivano i recettori, i quali trasmettono le relative informazioni alla centrale del sistema nervoso autonomo. Gli stimoli sensoriali provocano tramite i propriocettori una reazione motoria, ovvero la tensione o il rilassamento dei muscoli, al fine di consentire un movimento perfettamente coordinato, equilibrato e indolore.
AMMORTIZZANTE: I materiali a memoria di forma differenziata e personalizzata, permette di ammortizzare o scaricare l’urto in un determinato punto dolente,  ridistribuisce i carichi corporei andando a ridurre i punti di iperpressione, così ottenendo una ripresa del passo fisiologico e la sensazione di “non avere il plantare nella scarpa”.
 
Patologie in cui è indicato l’uso del plantare CSZ
PATOLOGIE DEL PIEDE: Metatarsalgie centrali e laterali- spina calcaneare - fascite plantare – alluce rigido – n. di Morton – piede cavo-supinato – piede cavo- pronato  - piede piatto-valgo
 
ARTROSI - LOMBALGIE –CERVICALGIE-COXALGIE-GONALGIE--ALGIE TIBIO-TARSICHE-PATOLOGIE DEL PIEDE –FIBROMIALGIE-SCOLIOSI-DORSO CURVO-CEFALEA-CRAMPI MUSCOLARI
 
L’insufficienza venosa su base “posturale” è molto spesso reversibile, modificando adeguatamente la postura per ottenere una buona correzione dell’appoggio plantare.